Insegne pubblicitarie di birrerie italiane

Insegne pubblicitarie di birrerie italiane

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latta litografata anni 30 cm. 24x34
latta litografata anni 30 cm. 24x34

Per gli appassionati di oggettistica pubblicitaria ritengo che l’approdo migliore siano le birrerie. Penso infatti che nessun altro settore merceologico abbia prodotto tanta oggettistica promozionale, sia dal punto di vista della varietà, che dal punto di vista qualitativo. Per quanto riguarda la varietà basti pensare che le birrerie hanno prodotto: insegne, manifesti, bicchieri, lattine, vassoi, locandine, etichette, sottobicchieri, tappi per bottiglie, menù, cartoline, carte da lettera e fatture con bellissime intestazioni, posacenere, cavatappi, carte da gioco, spille ed altro ancora. Per quanto riguarda la qualità basterà dire che si sono servite dei maggiori illustratori dell’epoca, da Dudovich a Hohenstein, da Mauzan a Codognato. Chi volesse dedicarsi a questo tipo di collezionismo è perciò costretto per ragioni diverse; necessità di spazio (sono del parere che un vero collezionista debba trovare il modo di esporre tutti i suoi pezzi) e varietà di articoli a fare delle scelte. Per esperienza personale trovo che concentrarsi sulle insegne metalliche, prodotte dalle birrerie italiane, permetta di risolvere i problemi di spazio e nel contempo trovare molte soddisfazioni.

Consiglio, sempre per problemi di spazio, di concentrarsi esclusivamente sugli anni d’oro della pubblicità che nel nostro caso vanno da fine Ottocento fino agli anni ‘50/‘60. Il periodo compreso fra il 1890 ed il 1920/30 è quello che offre la maggior varietà se non come quantità certamente come qualità, basti pensare che in questi 30/40 anni nascono e, purtroppo muoiono, un centinaio di birrerie (si passa infatti da oltre 150 fabbriche a circa 50).

Le insegne metalliche, più comunemente conosciute come ‘targhe’, si possono classificare in due grandi categorie: quelle in latta litografata e quelle in ferro smaltato. Nell’ambito di ognuna delle due categorie troviamo poi le varie forme: rettangolari, quadrate, ovali, rotonde, piatte o bombate. Possono poi essere figurate oppure riportare semplicemente il marchio della birra. Le più piccole misurano circa cm 25×15, le più grandi arrivano a misurare cm 100×70 (a dire il vero mi è capitato di trovarne una molto più grande, ma penso debba essere considerata un’eccezione).

targa birraria smalto bombata anni '40 cm.50x33
targa smalto bombata anni ’40 cm.50×33

Normalmente il collezionista tende a dare poca importanza alla dimensione ed alla forma, essendo più attento al materiale, per cui è abbastanza frequente incontrare un collezionista che raccoglie solo insegne smaltate e non considera le latte o viceversa. E’ un comportamento che, personalmente, non condivido per i seguenti motivi: se si collezionano solo insegne smaltate ci si priva, almeno in parte, del piacere di possedere bellissime insegne figurate ed in rilievo che, normalmente, sono in latta, se per contro ci si orienta solo sulle targhe in latta ci si deve spesso rassegnare a possedere pezzi in cattive condizioni per l’ovvio motivo che questo materiale resiste meno alle ingiurie del tempo ed è più soggetto a maltrattamenti che si traducono, ad esempio, in pieghe difficilmente eliminabili.

Un vantaggio non indifferente, offerto da questo tipo di collezione, è costituito dal fatto che è sufficiente la parete di una stanza (moglie permettendo, se il collezionista è un maschio!) per esporre una buona collezione. Sono infatti dell’avviso che una cinquantina di insegne (quante appunto possono essere raccolte su una parete di una normale stanza), se ben selezionate, costituiscano una collezione apprezzabile. I produttori di questi oggetti sono stati molto numerosi. L’elenco che segue, certamente non completo, serve a dare un’idea di quanti fossero: Officine Passero; Officine Metalgraf; Officine Istituto Artistico Grafico di Bergamo; Officine Saturnus; Officine S.A.G. De Andreis; Smalterie Francesconi; Smalterie Bassano; Smalteria Vicentina SAREB; Smalterie Lombarde ing. Riva; Smalterie Cristiglio; Smalterie Luardi e Velardi; Smalterie SILTAL; Smalterie Toscane; Smalteria Carlo Buti.

In base alla mia esperienza posso comunque dire che le più belle insegne sono uscite dalle Officine Passero di Monfalcone, dalle officine De Andreis di Sampierdarena (GE) e dalle Officine Metalgraf di Milano che, a conferma di quanto detto sopra, producevano insegne in latta litografata.

La produzione dell’insegna in latta litografata si sviluppa, in Italia, nell’arco di circa mezzo secolo, dall’ultimo decennio dell’Ottocento fino agli anni ‘50 quando i costi troppo elevati inducono le aziende ad orientarsi verso insegne più economiche prodotte su plastica e masonite. Nella sua realizzazione è presente una ricerca plastica che riesce a dare la percezione non solo visiva ma anche tattile della profondità. I procedimenti litografici con i quali viene realizzata l’insegna in latta non sono molto diversi da quelli impiegati per le litografie su carta. La differenza sostanziale consiste nell’utilizzo del foglio di latta (lamina di ferro) al posto della carta e nello stampaggio a rilievo della superficie della lastra mediante pressione.

L’insegna smaltata, usata in alternativa alla latta litografata, vive il suo momento migliore fra agli anni ‘20 e gli anni ‘60 sostituita anch’essa, successivamente, da insegne in plastica e masonite. La caratteristica di questo prodotto, che sopravvive, almeno per una decina d’anni, alle insegne in latta è il minor costo di produzione e soprattutto la miglior durata nel tempo. Grazie al supporto metallico molto più consistente e allo smalto è infatti pressoché indistruttibile. Contrariamente a quanto avviene per le latte litografate non è affatto raro trovare insegne smaltate, che vantano una storia di sessanta settant’anni, ancora perfettamente conservate. Fanno un poco eccezione i segnapunti per campi da bocce che sono spesso maltrattati probabilmente perchè bersaglio di giocatori che non sapevano perdere…

Michele Airoldi

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3 COMMENTS

  1. Salve, volevo chiedere se sono in vendita la tabella smaltata birra Dreher bombata ed il lamierino birra Boringhieri.
    Cordiali saluti.

    • Buongiorno, abbiamo provveduto a inviare la domanda al collezionista autore di questo articolo. La collezione dovrebbe essere privata e non in vendita, ma le daremo conferma non appena il signor Airoldi avrà risposto. Saluti, La Redazione

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