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Sabato 22 marzo si è svolto a Firenze, presso Sakura Matsuri Antiquariato Giapponese, il primo appuntamento del nuovo ciclo di incontri, per avvicinare appassionati e curiosi alla cultura giapponese, con particolare riguardo al suo manufatto principe: la nihonto (spada giapponese, o più propriamente katana). Dalla storia delle prime lame importate dalla Cina fino all’invenzione giapponese di una lama pressoché perfetta, simbolo e strumento di sopraffina arte guerriera, esemplificata nella figura del samurai. Guerriero senza timore e al contempo cultore del bello, il samurai ha affascinato poeti e pittori, artisti e registi. Capace di testare la qualità della lama recidendo in due i prigionieri legati insieme, amava godere del bello artistico e naturale, secondo i principi del Bushido (letteralmente ‘via del guerriero’ è il codice di condotta, che ne regolava l’esistenza): poteva praticare l’arte dell’ikebana come la poesia, o la pittura. Come si legano due aspetti così inconciliabili? Si legano perfettamente se proviamo ad entrare nella società del tempo e riflettiamo su uno dei sette principi fondatori del Bushido: 名誉 Meiyo, ovvero l’onore. Essere valenti guerrieri non voleva dire disprezzare la vita propria o quella altrui, voleva dire preservare il nome della famiglia, che una volta disonorato (disertando, mostrando poco coraggio, non affrontando il nemico etc.) lasciava un’onta indelebile su antenati e discendenti, causando a questi ultimi la perdita di ogni rendita economica e condannandoli alla fame e alla vergogna.

Galleria fotografica di sabato 22 marzo (credits foto: Simone Cardi)

Massimo esempio di questa figura così complessa è stato Miyamoto Musashi, la cui vita narra di un fanciullo che imparò a praticare l’arte della spada vivendo nei boschi, e che – diventato il bushi (guerriero) più grande di tutti i tempi – dopo avere errato alla ricerca di avversari al suo livello (tutti sconfitti per astuzia e strategia), dopo avere inventato la tecnica di combattimento a due mani, si ritirò su un monte e negli ultimi anni di vita compose il suo testamento spirituale, “Il libro dei cinque anelli”. Miyamoto Musashi, come la figura del samurai in generale, non ha mai smesso di essere fonte di ispirazione ad ogni latitudine: libri, film, canzoni e fumetti, lo citano e lo raccontano. Un esempio? Sun and Steel canzone degli Iron Maiden è ispirata alla vita di questo guerriero. E che dire del manga Lamù, cartone animato notissimo anche in Italia? Lo sapevate che la figura di Ataru Moroboshi è ispirata a Musashi? Il mitico samurai, a dire il vero, in questo caso non ci fa una grandissima figura, essendo tratteggiato come uno scroccone… Innumerevoli i film che parlano di samurai in generale: dal celeberrimo ‘I sette samurai‘ di Akira Kurosawa (1954) a ‘L’ultimo Samurai’ di Edward Zwick (2003). Attualmente nelle sale cinematografiche, 47 Ronin di Carl Rinsch (2013), è ispirato alla vicenda storica dei quarantasette samurai al servizio di Asano Naganori che, divenuti rōnin (senza padrone) dopo che il loro signore fu costretto al seppuku (il suicidio rituale giapponese) per aver assalito il maestro di protocollo, lo vendicarono come voleva il loro codice per poi uccidersi tutti meno uno (il più giovane), che ebbe il compito di tramandarne il ricordo.

Vedi il trailer de I sette samurai di Akira Kurosawa

Nel prossimo appuntamento (sabato 5 aprile, ore 16.30) Emiliano Lorenzi, esperto di spada e di cultura giapponese, ci parla di:

  • Quale è la millenaria tecnica di fabbricazione della katana?
  • Come è cambiato il suo ruolo nel tempo? Da strumento di guerra ad attrezzo sportivo e oggetto di collezionismo
  • Come si evitano le trappole del mercato?
  • Come si mantiene?

PER PROGRAMMA E ISCRIZIONI (PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA), contattare: Segreteria organizzativa Toscanantiquaria, +33 9114565 info@toscantiquaria.it

© Tutti i diritti testuali e fotografici, sono riservati

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    • Il 5 aprile Emiliano Lorenzi esporrà le prime dritte sulla katana come oggetto da collezione (e da mistificazione) e poi nella prossima lezione (data da stabilire), inseriremo l’argomento: antiquariato giapponese e accessori. Proveremo a capire la società giapponese attraverso gli oggetti di uso più o meno comune, di un tempo: le pipe usate come armi; i bellissimi netsuke in legno o più raramente in avorio (indossare un kimono senza tasche, imponeva soluzioni alternative come porta oggetti); i quaderni illustrati antenati dei manga e altre curiosità…

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