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Abbiamo visitato la zona del Valdarno Superiore e in particolare due borghi ai piedi del Pratomagno: Castelfranco di Sopra e Loro Ciuffenna (entrambi in provincia di Arezzo).

A Castelfranco di Sopra – inserito nel Club de I Borghi più belli d’Italia (scopri quali sono e che caratteristiche hanno) – sabato 25 aprile si è svolto il Mercatino del Collezionismo di ieri e di oggi in Piazza Vittorio Emanuele. Sui banchi o sotto i gazebo, erano in mostra libri usati e vinili, giocattoli anni ’80 e accessori vintage. Vera chicca per i visitatori più curiosi e attenti, sono gli oggetti della civiltà contadina, che da fine ‘800 alla metà del ‘900 ha mantenuto in Toscana i suoi ritmi e le sue abitudini di vita quotidiana. E così accanto ai gioghi per i buoi, ecco la madia di legno per conservare il pane e la farina, i paioli di rame per la farina gialla e i mortai di pietra per uso culinario; non potevano mancare i cestini di vimini fatti a mano, attività artigianale un tempo diffusa fra gli anziani, che passavano il tempo intrecciando vari materiali, come canne, salici, paglia, mentre i giovani lavoravano nei campi.

Percorrendo la Strada dei Setteponti (leggi approfondimento), antico snodo viario fra la zona della Valdisieve, Firenze e Arezzo, ci si può godere lo spettacolo naturale delle Balze del Valdarno, scenografiche formazioni geomorfologiche del territorio. Siamo arrivati così a Loro Ciuffenna, sempre sulle tracce dei mestieri della tradizione. Qui vale la pena fermarsi all’antico Mulino ad acqua di Loro Ciuffenna. Il posto dove è situato, arroccato su un costone sopra l’orrido (profonda gola rocciosa n.d.r.) del torrente Ciuffenna, è a dir poco suggestivo ed è reso ancora più unico dal suo proprietario, il signor Giuseppe che dal 1955 ne è custode e anima. In altri paesi del mondo, l’arte del mugnaio sarebbe un patrimonio difeso e tramandato, nella miope visione italiana del concetto di cultura, invece, si lascia che questi luoghi perdano il loro spirito vitale per diventare musei o, peggio, immagini da cartolina stile Mulino Bianco. Nel Mulino di Loro, invece, attrezzi, odori, sensazioni sono veraci: le macine in pietra, il rumore impetuoso dell’acqua sottostante, i sacchi di farina, il volto scavato dal lavoro di Giuseppe. Le tipologie di farine sono poche, ma non sempre quantità va a braccetto con qualità e troverete in vendita solo la farina di castagne, quella integrale e quella di granoturco.

Se siete a Loro Ciuffenna, non potete mancare di visitare la pieve di San Pietro a Gropina (VIII secolo), uno degli esempi più alti dell’architettura romanica in Toscana. In particolare, l’interno sorprende per la sua sobrietà, ma anche per alcuni elementi decorativi come i capitelli e il pulpito. Percorrendo la stradina acciotolata che gira intorno alla chiesa, sembra di fare un balzo nel tempo, in uno spazio senza rumori, dove godere della natura e dell’arte che si fondono meravigliosamente insieme (informazioni per visite guidate www.gropina.it).

© Tutti i diritti testuali sono riservati. Credits foto: Simone Cardi
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