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Il I Open Forum, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Arezzo per aprire un tavolo di discussione sul progetto di Arezzo Antiquaria, permette di tratte alcune conclusioni sul tema “L’antiquariato e la sfida sul web: interazione, socialità e nuove tecnologie”. Per gli operatori della comunicazione che seguono il settore antiquariato/collezionismo le occasioni di confronto come l’Open Forum di Arezzo sono preziose per fare il punto su possibili nuovi scenari, problematicità e proposte di soluzione. È possibile transitare il settore al livello 2.0? Se sì, quali sono i problemi legati al nodo comunicazione/antiquariato? Quali le strade percorribili per la loro risoluzione? Il settore antiquariato è, dal punto di vista della comunicazione, fra i più ostici. Alcuni motivi di questa difficile permeabilità degli operatori (organizzatori di mostre mercato, espositori e commercianti) alla comunicazione in genere è da riferirsi ad alcuni dati di fatto, che impediscono una ripresa del settore:

1) da anni l’antiquariato versa in una profonda crisi per i cambiamenti dei gusti e delle mode.
È un dato di fatto che il mobile antico e le suppellettili di arredamento in stile, siano considerate ‘fuori moda’. La capacità di spesa delle famiglie si è ridotta negli ultimi 10 anni (200-2012) del 39,7% e l’antiquariato, genere voluttuario non a buon mercato, ne paga un caro prezzo. Vanno ovviamente fatti dei distinguo: il settore aste di arte e antiquariato, per esempio, nel primo semestre del 2016 ha dichiarato un fatturato in crescita (leggi articolo “Lo stato dell’arte italiana”; anche il collezionismo sembra immune, almeno in certe città (leggi articolo “Il collezionismo non conosce crisi, in crescita il numero di imprese nel settore

crisi settore antiquariato

2) Non vi è stato un ricambio generazionale adeguato.
Il punto numero 1 è la prima causa di uno scarso interesse per l’antiquariato sia da parte del pubblico under 35, sia di giovani pari età che decidono di intraprendere un’attività in proprio in questo settore

ricambio generazionale nel settore antiquariato

3) Si è assistito ad un’inflazione eccessiva del termine ‘mercato dell’antiquariato’.
Il proliferare di mercati, fiere e mercatini che abusano della parola antiquariato e in realtà propongono oggettistica varia e di bassa qualità, usato e hobbistica non giova a riqualificare il settore che si trova a fronteggiare una concorrenza spesso ‘sleale’.

mercatini di cianfrusaglie

Questa fotografia sommaria, pone degli interrogativi che hanno come filo conduttore il tema di “ridurre la distanza”:

  • Come si può ridurre la distanza fra un settore paludato e i nuovi mezzi di comunicazione? Ovvero: quale è la chiave per educare gli operatori ad una maggiore fiducia verso le potenzialità delle nuove forme di comunicazione?
  • Come coinvolgere sia gli operatori che il pubblico, in modo tale da ridurre la distanza fra i due soggetti in causa? Ovvero: quali sono gli strumenti più efficaci per rendere appetibile l’antiquariato e raccontarlo in modo coinvolgente ad un pubblico sempre più ampio?

Non esistono formule magiche, ma soltanto soluzioni aperte e sperimentazioni possibili: corsi e visite guidate, racconti di oggetti sono solo alcune idee, ma prima è necessario un cambio di marcia e di mentalità da parte di tutti gli attori del settore antiquariato/collezionismo!

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