mercoledì , 12 dicembre, 2018

artigianato artistico

artigianato artistico

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Mostra mercato artigianato Anghiari design

Mostra Mercato dell’artigianato della Valtiberina Toscana dal 23 aprile al 1 maggio 2016 ad Anghiari. Quarantunesima edizione.

Nei fondi disseminati nel borgo medievale, si ammira il meglio del fatto a mano, una vasta gamma di prodotti artigianali selezionati con cura nei settori del legno, cuoio, tessuti e ferro battuto, ceramica e metalli preziosi, fino alle tecniche più moderne. Ogni anno numerosi visitatori si aggirano nel borgo storico di Anghiari per un evento clou nel settore dell’artigianato artistico, dove protagonisti da sempre sono gli artigiani e le loro eccellenze: arrotature e produzione coltelli, costruzione di archi, arredi in legno restaurati, ceramiche e terracotta, vetri lavorati, calzature e borse artigianali, panno in lana cotta del Casentino, gioielli e argenti, oggettistica di design in materiali di recupero ed eco-compatibili etc.

Mostra mercato artigianato Valtiberina Anghiari ferro battuto

Raduno camperisti
L’Ente Mostra invita i camperisti a partecipare ad un raduno nei giorni martedì 26, mercoledì 27 e giovedì 28 aprile 2016. Le iscrizioni GRATUITE al raduno andranno inviate all’indirizzo e-mail proloco@anghiari.it o telefonando all’ufficio Turistico della ProLoco 0575 749279 entro il 22/04 indicando il numero di partecipanti per ogni camper LEGGI PROGRAMMA RADUNO CAMPER ANGHIARI

DOVE: Anghiari, centro storico (MAPPA)
QUANDO: dal 23 aprile al 1° maggio 2016. Orari festivi e prefestivi 10/19.30; orari feriali 10-13 / 15-19.30
INFO: http://www.mostramercatovaltiberina.it/

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Eugenio Taccini creazione Pinocchio
Eugenio Taccini

Si è svolta da giovedì 18 a domenica 21 giugno 2015 l’annuale Festa della Ceramica a Montelupo Fiorentino, luogo di incontro per diverse associazioni di categoria, ma soprattutto occasione speciale per il pubblico di vedere e toccare con mano le tante opere in maiolica, ceramica, terracotta, gres, raku etc. Una creazione quella dei maestri ceramisti, usata per secoli anche come metafora biblica: plasmare il fango e la materia per dare forme, volumi e colori ad oggetti che possono essere di uso quotidiano, oppure ornamentali. Il tema – nell’anno di Expo 2015 – è stato “Il rapporto fra cibo e ceramica”, fra contenuto e contenitore, non è un caso infatti che Regione Toscana abbia scelto proprio i piatti realizzati dalla Strada della Ceramica di Montelupo per presentare i prodotti del territorio nella vetrina milanese.
Il paese ha vissuto giorni intensi, animato da installazioni, mostre, mercatini, laboratori aventi come unico filo conduttore la ceramica. Ecco alcune di queste attrazioni, recensite per voi.

Biciclette” installazione in Via Baccio da Montelupo
L’installazione, realizzata dal maestro Eugenio Taccini, è stata presentata per la prima volta nell’edizione del 2014. Si tratta di 15 figure a grandezza naturale in sella alle loro biciclette. Eugenio Taccini è un artista che, specie con Pinocchio, ha trovato fonte di ispirazione per trasformare la perizia artigiana della sua terra. Ha così lavorato, proprio in merito a tale soggetto, per la Fondazione Collodi e i suoi pannelli ceramici su Pinocchio sono stati esposti all’Istituto Italiano di Cultura di New York.

“D’istanti” mostra fotografica presso ex fornace Alderighi-Cioni
Nei suggestivi locali di una vecchia fornace, 40 scatti di Milva Florence, fotografa di Samminitello, gettano uno sguardo diverso sul paese, illustrati dalle parole di Chiara Aretini e Simone Innocenti.

Le forme della terra” mostra mercato
Mostra mercato della ceramica a cura dell’Associazione Arte della Ceramica, con banchi di ceramisti da tutta Italia per portare a Montelupo manifatture e stili diversi, esempi di eccellenza nel campo della ceramica artistica artigianale.

 

© Tutti i diritti testuali sono riservati. Credits foto: Simone Cardi

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Sbircia al centro storico mercatino a Magliano in Toscana 28 giugno 2015

Sbircia al mercatinodomenica 28 giugno 2015, dalle ore 8 alle ore 22, mercatino di piccolo antiquariato, curiosità, arti e mestieri nel centro storico di Magliano in Toscana, in provincia di Grosseto. Organizzazione a cura di Associazione Culturale Ulisse, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Per info su mercatino e curiosità di Magliano in Toscana, leggi articolo di approfondimento.
INFO: Associazione Culturale Ulisse, +39 347 7919507 /+39 347 3638993

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Madia in legno per il pane XIX secolo Mercatino del Collezionismo di ieri e di oggi a Castelfranco di Sopra
Madia e setaccio

Abbiamo visitato la zona del Valdarno Superiore e in particolare due borghi ai piedi del Pratomagno: Castelfranco di Sopra e Loro Ciuffenna (entrambi in provincia di Arezzo).

A Castelfranco di Sopra – inserito nel Club de I Borghi più belli d’Italia (scopri quali sono e che caratteristiche hanno) – sabato 25 aprile si è svolto il Mercatino del Collezionismo di ieri e di oggi in Piazza Vittorio Emanuele. Sui banchi o sotto i gazebo, erano in mostra libri usati e vinili, giocattoli anni ’80 e accessori vintage. Vera chicca per i visitatori più curiosi e attenti, sono gli oggetti della civiltà contadina, che da fine ‘800 alla metà del ‘900 ha mantenuto in Toscana i suoi ritmi e le sue abitudini di vita quotidiana. E così accanto ai gioghi per i buoi, ecco la madia di legno per conservare il pane e la farina, i paioli di rame per la farina gialla e i mortai di pietra per uso culinario; non potevano mancare i cestini di vimini fatti a mano, attività artigianale un tempo diffusa fra gli anziani, che passavano il tempo intrecciando vari materiali, come canne, salici, paglia, mentre i giovani lavoravano nei campi.

Percorrendo la Strada dei Setteponti (leggi approfondimento), antico snodo viario fra la zona della Valdisieve, Firenze e Arezzo, ci si può godere lo spettacolo naturale delle Balze del Valdarno, scenografiche formazioni geomorfologiche del territorio. Siamo arrivati così a Loro Ciuffenna, sempre sulle tracce dei mestieri della tradizione. Qui vale la pena fermarsi all’antico Mulino ad acqua di Loro Ciuffenna. Il posto dove è situato, arroccato su un costone sopra l’orrido (profonda gola rocciosa n.d.r.) del torrente Ciuffenna, è a dir poco suggestivo ed è reso ancora più unico dal suo proprietario, il signor Giuseppe che dal 1955 ne è custode e anima. In altri paesi del mondo, l’arte del mugnaio sarebbe un patrimonio difeso e tramandato, nella miope visione italiana del concetto di cultura, invece, si lascia che questi luoghi perdano il loro spirito vitale per diventare musei o, peggio, immagini da cartolina stile Mulino Bianco. Nel Mulino di Loro, invece, attrezzi, odori, sensazioni sono veraci: le macine in pietra, il rumore impetuoso dell’acqua sottostante, i sacchi di farina, il volto scavato dal lavoro di Giuseppe. Le tipologie di farine sono poche, ma non sempre quantità va a braccetto con qualità e troverete in vendita solo la farina di castagne, quella integrale e quella di granoturco.

Se siete a Loro Ciuffenna, non potete mancare di visitare la pieve di San Pietro a Gropina (VIII secolo), uno degli esempi più alti dell’architettura romanica in Toscana. In particolare, l’interno sorprende per la sua sobrietà, ma anche per alcuni elementi decorativi come i capitelli e il pulpito. Percorrendo la stradina acciotolata che gira intorno alla chiesa, sembra di fare un balzo nel tempo, in uno spazio senza rumori, dove godere della natura e dell’arte che si fondono meravigliosamente insieme (informazioni per visite guidate www.gropina.it).

© Tutti i diritti testuali sono riservati. Credits foto: Simone Cardi

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Si è chiusa domenica 1 marzo 2015 la mostra mercato Artigianarte Collezionare a Firenze, presso ObiHall.

Come sempre numerosi i banchi di hobbisti e di collezionisti, mentre la parte antiquariale è risultata deficitaria, anche a causa della forte crisi del settore. Mentre il mobile e l’accessorio di alta epoca non incontrano più gusti ed esigenze del pubblico, cresce il desiderio dell’oggetto vintage, dal giocattolo alla musica, dal fumetto all’abbigliamento, con grande spolvero per gli anni ‘60-’80. Si spiega così il proliferare dei mercatini di vintage e modernariato, spesso orientati più verso la quantità e la diversità di oggetti che verso la qualità dei medesimi, con scarso appeal per i collezionisti attenti.

Segnaliamo fra gli artigiani CM Il Toscano artigiano del cuoio di Pelago, erede della grande arte dei cuoiai e correggiai che a Firenze prosperava già nel XIV secolo e che in epoca moderna ha dato vita alla cosiddetta leather valley fiorentina. Stiamo parlando del distretto del cuoio e delle pelli che ha in Santa Croce sull’Arno, Scandicci e Val di Sieve un polo di eccellenza a livello mondiale, con le grandi famiglie artigiane (come Bianchi, Braccialini, Lotti) e le griffe del lusso (per esempio Gucci e Prada) che appaltano lavoro a terzisti o acquistano un presidio in loco, come uno status symbol del più alto Made in Italy.

Questi alcuni scatti presi in fiera (credits Simone Cardi).

 

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Mercatini di Natale dal 6 al 8 e dal 13 al 20 dicembre a Fiumalbo

Fra i mercatini di Natale, che animeranno i tanti centri di paese e cittadini nei prossimi weekend, ci piace segnalare quelli di Fiumalbo (in provincia di Modena).

Da sabato 6 a lunedì 8 dicembre e poi dal 13 al 20 dicembre i “Mercatini di Natale di Fiumalbo” proporranno nel centro storico oggetti fatti a mano, usato e vintage, prodotti locali e idee regalo. Un’occasione da non perdere per visitare questo suggestivo borgo dell’Appennino Tosco-Emiliano, inserito nella lista de’ I Borghi più Belli d’Italia, le cui origini affondano in epoca celtica, come dimostrano i ‘casoni’ (capanne celtiche) e le ‘marcolfe’, sculture in pietra che ritraggono volti sgraziati, poste sulla facciata della casa per intimorire gli spiriti maligni.

Per la pausa pranzo, da assaggiare la zuppa di cavolo nero, le tigelle, i funghi e la cacciagione accompagnati da polenta e per chiudere in bellezza un dolcissimo croccante, che si dice sia stato inventato proprio a Fiumalbo.

Info: Simonetta Morandi, +39 347 7702475 email simonetta.morandi@gmail.com

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Pitigliano “Città del tufo”, è un’autentica perla d’arte e di storia, unica nel suo genere, nel cuore della Maremma. Potrete restare ammirati dai suoi vicoli e dal suggestivo quartiere ebraico (La Piccola Gerusalemme); deliziare il palato con le saporite specialità locali (il vino bianco di Pitigliano, gli insaccati di caccagione etc.); godere lo spettacolo naturale dei canali di tufo facendo trekking.

Ogni anno (a Pasqua e in estate), il paese ospita nel centro storico, presso gli ex granai della Fortezza Orsini la “Mostra Mercato di Antiquariato, Arte, Artigianato”: edizione estiva in programma dal 16 al 24 agosto 2014. Un appuntamento nato per valorizzare gli antiquari, gli artisti e gli artigiani del luogo, che è cresciuto nel tempo grazie allo sforzo degli organizzatori e oggi conta un buon numero di espositori di qualità. Gli stand presentano abbigliamento, arredamento e accessori anni degli ’60 e ’70, mobili e attrezzi della tradizione contadina toscana, dipinti e manufatti frutto della creatività e dell’ingegno, artigianato artistico di vario genere per la casa, per un regalo originale, per un ricordo.

Info e segreteria organizzativa mostra mercato: Linda Barsanti, +39 348 2429580; lindatoto@alice.it

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I love Made in Italy Fiumalbo 2 agostoI love Made in Italy arriva a Fiumalbo, località di villeggiatura sull’Appennino modenese, al confine con la Toscana.

Il progetto prevede una mostra mercato, sabato 2 agosto dalle ore 8, di prodotti tipici e di eccellenza della tradizione culinaria e artigianale italiana. Qualche esempio? La cucina tipica pugliese con le orecchiette preparate sul posto, i salumi toscani e umbri, la vera piadina romagnola, i prodotti tipici dell’Emilia, il cachemire, i vestiti dipinti dello stilista e pittore Mauro Burani, i vetri le incisioni di argento lavorate in diretta. Dalle ore 18, apertura degli stand gastronomici e musica dal vivo con la Notte Bianca, organizzata dall’Associazione Fiumalbo Città d’Arte.

I love Made in Italy tornerà ancora nel mese di agosto a Pievepelago.

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Si è conclusa domenica 18 maggio la XX edizione della mostra Artigianato e Palazzo, botteghe artigiane e loro committenze. Come sempre, la cornice di questa mostra è d’eccezione e non si tratta di una frase di circostanza: i giardini e le limonaie di Palazzo Corsini sono l’ambiente perfetto per ospitare un evento, raffinato ed elegante. Il Palazzo Corsini, che fa da anfitrione impenetrabile (i locali sono chiusi) per artigiani e visitatori, da l’idea di un nobile decaduto, seduto sotto il portico a sorseggiare un tè, che guarda impassibile al futuro, mentre la polvere del tempo si posa sui suoi abiti.

GALLERIA FOTOGRAFICA (credits Simone Cardi)

Da anni sono frequentatrice di questa mostra e mi lascia ogni volta un’impressione impalbabile di bello. Gli artigiani sono selezionati e provengono da tutto il mondo, promuovendo il fatto a mano, in modo fuori dal comune. Il settore dell’artigianato è in crisi, ma l’eccellenza si lascia comunque ammirare volentieri. L’interrogativo che mi pongo è sempre lo stesso: quanto eccellenza e originalità possano essere specchio e traino per un settore, in questo caso per il settore dell’artigianato e del made in Italy. Ad Artigianato e Palazzo si parla di botteghe e committenze, committenze alte ed esigenti, cosicché gli artigiani sono selezionati fra i massimi esperti di settore: dal profumiere al liutiaio, dall’ebanista al gioielliere. Il contatto con la realtà nel quale ogni artigiano è inserito, mercato e concorrenza, sembra quindi rimanere fuori dallo spazio senza tempo di questo nobile giardino. Due artigiani quest’anno mi hanno impressionata. Giovanni Maffucci di Laboratorio Elementi è un ceramista che trova nella natura e in particolare nei boschi l’ispirazione per le sue creazioni di ceramica: in esse l’elemento naturale (una foglia, una pigna, un sasso) si sposa con personaggi fantasiosi e vagamente antropomorfi. Il suo avvicinarsi in modo semplice, eppure profondo, alla sensibilità dei più, lo ha portato ad essere il più votato dal pubblico e quindi vincitore del Premio Perseo CR Firenze 2014. L’altro artigiano è Takafumi Mochizuki della bottega Zouganista, restauratore e intarsiatore, che dal 2014 ha aperto una bottega in San Frediano dove applica il suo metodo per l’intarsio sui classici articoli da arredo, ma anche su altri tipi di oggetti, come le forme per le scarpe, cappelli, grucce per abiti e altro. In lui è interessante il connubio fra la passione maniacale per la cura del particolare – tipica del suo Paese di origine, il Giappone – con la tradizione fiorentina della lavorazione artistica del legno.

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Lacche e avori nella società giapponese. Gli accessori fra arte e praticità: netsuke e inro, utilizzo e materiali” è stato il tema della terza e ultima lezione, prima della pausa estiva, che si è svolta sabato 17 maggio presso Sakura Matsuri Antiquariato Giapponese a Firenze. Una lezione che ha puntato su alcuni aspetti dell’artigianato tradizionale giapponese e sull’attuale mercato del collezionismo.

Il primo argomento trattato sono state le lacche giapponesi (urushi), esempio massimo di arte applicata di origine locale nipponica, una eccezione rispetto alla mutuazione dalla Grande Cina di molte tecniche artistiche. Della lacca abbiamo visto come essa si estragga dalla resina dell’albero autoctono Rhus vernicifluae e la difficoltà e la lunghezza nel trattamento sul legno, mentre resta un segreto (custodito gelosamente dai maestri laccatori) il processo – del tutto naturale e privo di sofisticazioni chimiche – di trasformazione dallo stato di resina a quello solidificato e infine oleoso. Emiliano Lorenzi, dopo anni di studio e di tentativi, è fra i pochi che abbiano appreso questa arte ed è in grado oggi di produrre la lacca naturale giapponese e di esercitare la sua arte su oggetti di legno, sia di uso comune, che sulla fodera della katana. Abbiamo poi scoperto che la lacca è stata usata come medicinale e come cosmetico, ma anche come indurente e trattamento igienico su alcune superfici (p.e. sulla maschera nell’armatura del samurai, per isolare il metallo dal volto).

Ci siamo poi concentrati su alcuni oggetti quotidiani del Giappone antico, oggi desiderio di molti collezionisti: gli inro e i netsuke. I primi erano le ‘tasche esterne’ del kimono giapponese, che di tasche era privo. Per ovviare a tale inconveniente si appendevano alla cintura, alcune scatoline di legno, divise a scomparti nelle quali riporre di solito monete o tabacco. Gli inro erano oggetti comuni, in legno spesso laccato, cosa che li ha permesso di superare senza danni l’usura del tempo. Erano appesi tramite una cordicella di seta, alla cui estremità era posto un contrappeso: il netsuke, appunto. La morfologia del netsuke ha subito molte evoluzioni nel corso dei secoli. Come per altri oggetti giapponesi, lo scopo pratico non era mai distinto dal gusto estetico e ornamentale. Dal XVII secolo la moda cambiò e da semplici bottoni in legno o osso i netsuke assunsero forme più elaborate e furono usati materiali sempre ricercati: come metalli preziosi o avorio.

Infine, un avvertimento per i collezionisti: attenzione agli incauti acquisti! Il mercato è saturo di falsi e laddove siate in presenza di un netsuke autentico in avorio è necessario prestare attenzione e richiedere una certificazione sulla data dell’oggetto. Il commercio infatti è regolamentato da una Legge Internazionale sul Contrabbando di Avorio, che stabilisce un termine ante quem l’avorio è legalmente commercializzabile, ovvero l’anno 1890. Affidatevi quindi a persone esperte e chiedete sempre un consiglio in più.

Il programma completo da gennaio a maggio si è articolato in queste lezioni:
Lezione 1 – Storia del Giappone, la figura del Samurai, Miyamoto Musashi (LEGGI INCONTRO DEL 22 MARZO)
Lezione 2 – La nihonto come prodotto artigianale e oggetto artistico da collezione: dalla spada cinese al processo di fabbricazione ancora immutato della lama giapponese (forgiatura e politura). Cura e manutenzione. Riconoscere i falsi (LEGGI INCONTRO DEL 5 APRILE)
Lezione 3 – Oggetti di antiquariato e di artigianato giapponese come specchio della società: oggetti in legno e laccatura, netsuke in osso o avorio etc.

GALLERIA FOTOGRAFICA DEL 17 MAGGIO (credits Simone Cardi)

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