mercoledì , 12 dicembre, 2018

curiosità

curiosità

0
le regole del collezionista DOC

Esistono delle regole per essere un collezionista DOC? Difficile racchiudere in schemi ferrei un settore così variegato come quello del collezionismo, perché ogni collezionista è un universo unico e irripetibile di emozioni, pulsioni, racconti, ricordi. Noi però proviamo a darvi una raccolta di alcune regole d’oro, per aiutarvi a capire se anche voi potete definirvi un collezionista DOC:

  • Stay curious – Curiosità curiosità curiosità. Questa è la prima regola del collezionista dal quale derivano tutte le altre. Sia che si tratti di approfondire alcune tematiche, oppure scambiarsi opinioni con altri appassionati, o anche girare per fiere e mercatini. Non ponetevi limiti alla vostra sete di conoscere!Frase Einstein sulla curiosità
  • Si desidera con gli occhi e si sente con il cuore. Che vuol dire? Vuol dire che il collezionista appassionato, trae piacere dal vedere, cercare e conservare l’oggetto della sua ricerca e della sua collezione.Notte di san lorenzo esprimi un desiderio
  • Il valore di un oggetto è quello che dice il mercato”. È proprio vero? Sì, ma soltanto se si è mercanti di arte o collezionisti per professione. Per tutti gli altri, vale una regola conseguente alla numero 2, ovvero che il valore di una collezione dipende dal piacere che suscita possederla, averne cura e il tramandarne la storia.I soldi non fanno la felicità
  • Aggiornarsi. Collezionismo è ricerca continua. Se avete la fortuna di incontrare qualche collezionista, potrete verificare la quantità di informazioni e aneddoti che sarà in grado di raccontarvi, sia che si tratti della storia del jukebox o che si parli del restauro di giocattoli anni ’70, o ancora aneddoti su Pinocchio, sottobicchieri, insegne pubblicitarie etc.
    Stay connected connessione e informazione

E adesso se avete voglia di conoscere qualche collezionista, provate a leggere la raccolta delle nostre interviste nella Rubrica Il Curioso!

0
Maglia numero 6 Franco Baresi Expo

Calcio e collezionismo due passioni in grado di muovere importanti interessi personali ed anche economici. Sono tante le possibilità per i collezionisti di sposare l’amore per il pallone con quello per il collezionismo. Album di figurine, giornali sportivi, squadre di Subbuteo, action figures, fino ad arrivare ad oggetti impensabili come una zolla del terreno di calcio dell’Olympia Stadion di Berlino, dove il 9 Luglio 2006 l’Italia vinse il suo ultimo Mondiale. Articoli ricercati e bramati dai collezionisti di tutto il mondo. Nessun oggetto però innesca il desiderio dell’appassionato come la maglia indossata – cosiddetta match worn – dai campioni di calcio nelle partite ufficiali. Su questi oggetti, segnati dal sudore e spesso da macchie di erba, si scatenano aste al rialzo, che arrivano a cifre ben oltre il valore effettivo: una maglia con il numero 6 di Franco Baresi, con certificato notarile di autenticità, può essere acquistata per 4.000 Euro.

Alcune maglie sono messe a disposizione dai giocatori o dai club per aste benefiche, come la maglia di Gervinho utilizzata per la partita Milan-Roma e venduta a 429 Euro (devoluti a Fondazione Telethon); oppure la maglia indossata in Roma-Napoli del 4 aprile 2015 dal nuovo Re di Napoli, il Pipita Higuain, venduta a 550 Euro (con tanto di autografo). I più famosi siti di vendita online, come Ebay e Subito, ma anche bacheche di scambio, social network e forum specializzati, sono pieni di offerte: la maglia numero 9 di Icardi o quella 21 di Pirlo possono raggiungere cifre di alcune centinaia di Euro. Dove circola denaro, è però possibile cadere vittime di truffe. Bisogna quindi stare attenti alle imitazioni. Alcuni siti come Passione Maglie cercano di prevenire il fenomeno della contraffazione con indicazioni utili per gli utenti e la segnalazione in black list di possibili truffatori.

Pipita Gonzalo Higuain maglia numero 9 Napoli
El Pipita Higuain, numero 9 del Napoli

Chissà quale sarà la maglia dell’avvincente campionato 2015/2016 che i collezionisti faranno a gara per aggiudicarsi a fine stagione… Magari la 9 di Kalinić, oppure quella numero 20 di Ljajić, o forse la numero 17 di Hamsik, in barba ad ogni scaramanzia!

0
mostra di arte e collezionismo Assedio alla Villa Poggio a Caiano

Buon successo di pubblico, ma soprattutto ottimo risultato in termini di qualità per la mostra di arte e collezionismo svoltasi come evento collaterale di Assedio alla Villa di Poggio a Caiano.

I collezionisti hanno messo in mostra oggetti rari e unici, come lettere autografe; antifonali del XIV secolo; oli, disegni e incisioni di Annigoni; cinquecentine, giornalini e albi fumetto dal 1932 al 1941; sigilli etc.

In considerazione di tale risultato, gli organizzatori (Associazione L’Asterisco di Prato) sono stati invitati a presentare un progetto per il rilancio della Saletta Ambra, luogo culturalmente vivace fino agli anni ’60, dove si sono svolte le prime mostre di Soffici, Quinto Martini, Lazzerini, ecc.

Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi che abbiano interesse per collezionisti e appassionati di mercatini.

0

In occasione di Pisa Colleziona 2015 il Circolo Filatelico Iconografico Pisano e le Poste Italiane, all’interno della manifestazione, prepareranno una cartolina e l’annullo commemorativo dell’economista e sociologo Giuseppe Toniolo nel 170° anniversario della sua nascita. L’annullo, la cartolina ed il francobollo sono una combinazione fortunata, in quanto il Toniolo nel 1918, prima di morire, convinse padre Agostino Gemelli a fondare un istituto cattolico di studi superiori. Gemelli fondò l’istituto nel 1920. Da esso, appena un anno dopo, prese vita l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il francobollo celebra proprio il Policlinico Gemelli di Roma.

Francobollo celebrativo Policlinico Gemelli di Roma

0
Sala armi e armature giapponesi Museo Stibbert arciere
Sala Giapponese

Perché torniamo a consigliarvi una visita al Museo Stibbert di Firenze? Perché siamo convinti che ne valga la pena per una serie di motivi. A cominciare dall’idea visionaria che è alla base del museo, frutto della mente eclettica e curiosa di Frederick Stibbert (Firenze, 9 novembre 1838 – Firenze, 10 aprile 1906), viaggiatore, collezionista, esteta.

Il museo può vantare pezzi di valore assoluto, su tutti la collezione di armi e armature giapponese, la più grande e importante al di fuori del Giappone, che aveva aperto le frontiere definitivamente nel 1868 (APPROFONDISCI LA STORIA DEI SAMURAI E DELLA KATANA). E che dire poi della Sala della Cavalcata con i dodici cavalieri in parata? Vi si ammirano diversi stili di armature: 4 tedesche (XVI secolo), 3 italiane (XVI secolo), 1 francese (XVII secolo), 4 islamiche. Il reperto di maggior pregio ivi conservato, in assoluto un pezzo straordinario nella storia dell’armeria europea, è il corsetto funebre di Giovanni dalle Bande Nere, morto il 30 novembre del 1526 per un colpo di arma da fuoco.

La visita permette di godere non solo dell’esposizione museale, ma anche di entrare nell’abitazione di una ricca famiglia anglo-fiorentina della seconda metà dell’800, appassionata di antichità e di esotismo, dove gli arredi sono costituiti da ventagli, mobili Stile Impero, ceramiche e porcellane Capodimonte, Sevres, Ginori, strumenti musicali antichi e dove si può ammirare il grandioso Salone da Ballo e il raffinato fumoir completamente rivestito in maiolica della manifattura Cantagalli. Se vi recate in visita nel periodo primaverile-estivo potete anche godervi un giro a fine percorso nel parco della Villa.

0
Thank you!

Toscanantiquaria.it è una testata giornalistica che si rivolge ad un pubblico di nicchia e affezionato. Il trimestre gennaio-marzo 2015 ha segnato un incremento del 82% nel numero di utenti unici (7.340 vs 4.000) rispetto al medesimo periodo del 2014 e dell’80% nel numero di visualizzazioni di pagina (16.950 vs 9.420).

Sebbene questi numeri estremamente positivi siano incoraggianti per il proseguio della nostra avventura, mantenere il dominio, incrementare le funzionalità e aggiornare il sito con notizie fresche, richiede un continuo dispendio economico e di energie.

Ai lettori che trovano interessante la consultazione dei nostri testi, expertise, annunci, newsletter; agli operatori che beneficiano della promozione con la pubblicazione di social post, articoli e servizi fotografici, chiediamo un’offerta anche di pochi centesimi. Un piccolo gesto può essere un aiuto importante, se moltiplicato per grandi numeri. In Italia la cultura della donazione per il finanziamento web è ancora lontana da essere una ‘buona abitudine’, ma l’esempio anglosassone ci insegna che questa può essere una strada percorribile ed eticamente ‘pulita’: uno dei siti più consultati al mondo, come Wikipedia, ha nella propria filosofia quella di puntare proprio alla libera donazione degli utenti. Anche noi proviamo a crederci e abbiamo inserito nel blog il pulsante PAYPAL DONATION, un modo sicuro e veloce per tramutare il pensiero in azione.

Da parte nostra vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi, in particolare stiamo lavorando con i nostri tecnici a rendere fruibile il sito anche da mobile (smartphone e tablet) e ad una piattaforma ecommerce che trasformi gli annunci in una reale opportunità di compra-vendita.

La solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai” (Henry David Thoreau)

0

Presentiamo un oggetto che appartiene alla signora Maria Cecilia Poli Doria, la quale collabora come esperta del settore bianco d’epoca con il portale Toscanantiquaria.it (LEGGI LA SUA SCHEDA). Si tratta di un cabinet, piccolo armadio/contenitore, in legno con intaglio probabilmente di scuola italiana (San Michele) del XVI secolo. Cimasa (letteralmente ‘piccola onda’) e figure ornamentali come maschere, frutta e Cariatidi. Doppio cassetto e doppie ante, con pergamena interna. Quest’ultima – datata 1941 – reca interessanti annotazioni sulla provenienza del mobile, comprato agli inizi del ‘900 da un antiquario dell’attuale città di Trento.

0

head vase, testa a vaso busto in ceramicaGirellando alla Fiera del Vintage alla Leopolda di Firenze (in programma fino al 1 febbraio 2015), capita di imbattersi in bottoni degli anni ‘40, capi di abbigliamento haute couture, scarpe sportive anni ’80, borse, occhiali di ogni forma, libri di design e arti grafiche. Osservando fra gli stand si possono anche scovare piccoli tesori da veri cacciatori di curiosità. Come per esempio le head vases che fanno mostra di sé allo stand di Silvana Venturini, che presenta accessori vintage americani. La head vase, detta anche head planters, rappresenta uno specchio del costume femminile Made in USA fra gli anni ’50 e gli anni ’70. Si tratta di piccoli vasi in ceramica raffiguranti la testa o il busto di una persona, di solito una donna. Uno dei primi usi è stato collegato a vasi porta bouquet, prodotti dalle aziende fioriste per particolari occasioni e cerimonie: i fiori della sposa, quelli per il diploma etc. Così le raffigurazioni delle donne celebravano l’evento, come ricordo di un giorno speciale. Le aziende hanno poi cominciato a diversificare i soggetti, come la manifattura Betty Lou Nichols che rappresentava spesso signore con i capelli finemente arricciati, le labbra imbronciate e ciglia nere tridimensionali, il tutto in ceramica dura. Sul mercato si potevano trovare dai personaggi Disney ai soggetti sacri, sebbene oggi le più collezionabili siano quelle raffiguranti le celebrità come Marilyn Monroe and Jackie Kennedy. Una moda che fu effimera, poiché dal 1970 le ‘teste a vaso’ non ebbero più mercato e la maggior parte delle aziende cessò di produrle. Oggi sono la gioia di molte signore, che amano collezionarle.

0

Interessante giornata di studio dedicata a Eugenio Ferdinando Palmieri (Vicenza 1903-Bologna 1968). Intellettuale anarchico, fu autore in dialetto veneto di poesie e di commedie ed esercitò la professione di giornalista come critico cinematografico e drammatico per Il Resto del Carlino, La Notte, Il Tempo, Epoca. La sua opera di critica cinematografica “Vecchio cinema italiano” (1940) risulta una prima sistemazione del cinema italiano; “Il teatro veneto” (1945) è un lavoro organico dedicato alla storia del teatro in dialetto veneto.

Lo svolgimento dei lavori prevede:
dalle 10 alle 12, una sezione aperta al pubblico, con la presentazione del lascito – che comprende lettere, locandine, articoli di giornale, riviste, poesie – a cura del prof. Nando Maria Bottacini e la sua analisi dal punto di vista artistico, a cura del prof. Roberto Cuppone dell’Università degli Studi di Genova;
dalle ore 15.30 alle 19, si svolgerà la parte professionale per addetti ai lavori ed esperti, con esame di alcune reperti da parte degli invitati. Si consiglia la prenotazione per segnalare specifiche richieste: si possono comunicare interessamenti per determinati documenti, i reperti verranno presentati ai richiedenti da personale archivistico (non sono ammesse né scansioni, né fotocopie di lettere e di documenti inediti).

QUANDO: venerdì 30 gennaio 2015
DOVE: Centro della Cultura, Via Cavour, Merano
INFO E PRENOTAZIONI: ericamaria@alice.it; www.ef-palmieri.it (link catalogazione generale)

0

Antiche birrerie italiane: storia e immagini, di Michele AiroldiÈ stato da poco dato alle stampe il volume ‘Antiche birrerie italiane. Storia e immagini’ di Michele Airoldi, un manuale/saggio completo sulla storia delle birrerie italiane. Dodici anni fa il primo volume copriva circa 40 birrerie, questo arriva a 90, delle quali – alcune volte con molta difficoltà – l’autore ha raccolto notizie, spulciando documenti e ritrovando ‘reperti’ di vario genere. Il libro ripercorre le vicissitudini dei fabbricanti di birra italiana nel corso di quasi due secoli ed è arricchito da immagini davvero di impatto, specie per quanto riguarda i capitoli sull’oggettistica pubblicitaria. Come già sottolineato è un volume ricco sotto l’aspetto iconografico, ma anche denso di contenuti e spunti interessanti, che coprono un’ampia gamma di ‘scibile’ birrario.

Lo studio e l’elenco dei birrifici è organizzato secondo un arco temporale (dal primo produttore Ketter 1789, ai giorni nostri) e ad esso segue la dettagliata sezione dei documenti storici, fra i quali segnaliamo alcune ricette per fare la birra in casa (estratte dal volumetto ‘La birra’, fascicolo XVI, 1938). Capitolo interessante è anche quello sulle malterie in Italia, laddove si produce la materia prima di base per la birra. La seconda parte del libro è dedicata all’oggettistica pubblicitaria, una vera manna per gli appassionati del genere. Airoldi sottolinea come le birrerie siano da sempre state prodighe di oggettistica promozionale: boccali, manifesti, sottobicchieri, tappi corona sono diventati, nel corso del tempo, la gioia dei collezionisti. L’ampia materia è divisa per genere: manifesti e locandine, cartoline, insegne, bicchieri, sottobicchieri, etichette, lattine. Precede ogni sezione, una breve introduzione, cui segue un corredo iconografico (con brevi didascalie), che è davvero un regalo per gli occhi, non solo per i cultori della materia.

Michele Airoldi è ‘nato collezionista’ e con il tempo è diventato un esperto e un punto di riferimento nel mondo del collezionismo birrario: sue consulenze sono richieste da studenti universitari che abbiano come tema per la tesi di laurea l’argomento ‘birra’ e da collezionisti del settore che necessitano informazioni. Davvero moltissime le collaborazioni con media e testate specializzate. Per Toscanantiquaria.it ha pubblicato nel 2011 un articolo su “Le insegne pubblicitarie di birrerie italiane”.

Per acquistare il volume scrivere a micairo@tin.it; oppure telefonare al numero 041 5903168

Vai alla barra degli strumenti